Questa
è una dedica al Cinema.
Quel cinema che un nonno, mio nonno, tanto tempo fa mi
insegnò ad amare.
“Caro Nonno Vanni,
Ieri ho saputo che l’ennesimo cinemino di zona chiuderà i battenti.
Il
cinema, di quelli di una volta. La sala cinematografica anzi:le salette buie per i sognatori che Tornatore celebrò nel suo Nuovo
Cinema Paradiso.
La notizia non fa scalpore da prima pagina ma per me, anzi per noi è stato come assistere in moviola all’alta marea dei ricordi: io credevo di aver dimenticato.Invece loro erano lì, in attesa di essere riscoperti, come certi vecchi film "oldies but goldies".
E solo tu, il mio amato nonno cinepasionario, puoi capire la saudade da cinematografo che provo.
Il Nonno che mi ha guidato per mano al grande cinema, quello vero. Che ci ha portato fin da piccine, io e Ale al cinemino dei salesiani con cui collaboravi e in cui abbiamo visto di tutto,da Delitto al ristorante cinese fino a Gandhi.
Il Nonno cinefilo incallito e le sue nipoti,i 3 folli per la pellicola che avevano istituito la canonica “Domenica Al Cinema.Chi ci ama ci segua”. Infatti la finivamo solo noi. Primo spettacolo, ore 16.30.Presenti!Tanto il biglietto era sempre 3.000 lire, 5000 solo se era una prima visione assoluta.
Il mio nonno divoratore di film: criticavi ferocemente un certo cinema italiano (detestavi i Taviani, li trovavi spocchiosi).
La notizia non fa scalpore da prima pagina ma per me, anzi per noi è stato come assistere in moviola all’alta marea dei ricordi: io credevo di aver dimenticato.Invece loro erano lì, in attesa di essere riscoperti, come certi vecchi film "oldies but goldies".
E solo tu, il mio amato nonno cinepasionario, puoi capire la saudade da cinematografo che provo.
Il Nonno che mi ha guidato per mano al grande cinema, quello vero. Che ci ha portato fin da piccine, io e Ale al cinemino dei salesiani con cui collaboravi e in cui abbiamo visto di tutto,da Delitto al ristorante cinese fino a Gandhi.
Il Nonno cinefilo incallito e le sue nipoti,i 3 folli per la pellicola che avevano istituito la canonica “Domenica Al Cinema.Chi ci ama ci segua”. Infatti la finivamo solo noi. Primo spettacolo, ore 16.30.Presenti!Tanto il biglietto era sempre 3.000 lire, 5000 solo se era una prima visione assoluta.
Il mio nonno divoratore di film: criticavi ferocemente un certo cinema italiano (detestavi i Taviani, li trovavi spocchiosi).
Adoravi Sean Connery pure se leggeva la guida del telefono.
L’unico che
ha apprezzato I cancelli del Cielo di Michael Cimino, che tutti stroncarono.
Capace di prendere i piedi ed andar via davanti ad un applaudito film di Mauro
Bolognini che ci avevano consigliato (“Non è degno nemmeno di essere proiettato
in un casìno!”).
Che aveva indovinato, pure se con riserva,il Tarantino di Pulp Fiction.
Che azzeccava l’assegnazione degli Oscar mesi prima.
Con te abbiamo affrontato alla pugna prime, seconde e terzultime visioni, dalla ciofeca d’autore al pluripremiato Oscar.
Ma era tanto tempo fa,troppo. E mi sono chiesta perchè,con il tempo ho preferito la solitaria sala di casa mia con annesso abbonamento alla pay tv-Cinema.
Con te abbiamo affrontato alla pugna prime, seconde e terzultime visioni, dalla ciofeca d’autore al pluripremiato Oscar.
Ma era tanto tempo fa,troppo. E mi sono chiesta perchè,con il tempo ho preferito la solitaria sala di casa mia con annesso abbonamento alla pay tv-Cinema.
Risposta
semplice: ora non c’è più il cinema, come noi lo conoscevamo, kaput, defunto.
Perchè
ora c'è iil
Multisòla, come lo chiamo io, che mi ha visto per la prima volta nel 2002, mi pare. Per Spiderman di Sam Raimi.
Un complesso che accosta film fra i più svariati è un meccanismo ostico in cui non ti ci saresti raccapezzato manco tu, che
comunque hai sempre amato le novità.
Quando andavamo noi al cinema non si cercava su Internet: aprivi il quotidiano
locale, cercavi e commentavamo,questo sì, questo è troppo impegnato, massì
quest’altro….e c’era il confronto, la scelta. Gustavi un film scegliendolo già
dal titolo.
Ma
il problema non è l'imbarazzo
della scelta.
Coda
per il biglietto: le comparse di Griffith in Nascita di una
Nazione.”Ha prenotato su Internet?” mi fa truce la cassiera-impiegata.
Sà,pensavo ignorantemente di venir qui e comprare il biglietto
direttamente…no?!...Sguardi sinistri di disapprovazione.Vuole una poltrona in
particolare?Nononnò, normale va benissimo…E la fiumana ti scalpita dietro. Ci
stai impiegando troppo… Coda pure per i canonici snacks da cinema.Pop
corn?Sacchetto?Quale sacchetto?Qui c’è il contenitore. Misure molto contenute: lavandino, vasca da bagno per arrivare al formato condominiale stile piscina di Hugh Hefner. Paghi e in omaggio col conto hai un malore perchè ti sei giocata mezzo mutuo.
Gli
amanti del multisòla non sapranno mai che certi cinema
erano in grado di temprare chiunque. E noi lo sappiamo bene, perché tu, io ed
Ale abbiamo affrontato la Mission Impossible delle sale di proiezione.
Al Capitol si incappava nel fenomeno simpatico che il proiettato non partisse in sincrono con l’audio. La quale cosa restituiva un simpatico effetto esilarante degno di una telenovela brasileira del Trio.
Ricordi quando mi raccontavi di quando andavi tu al cinema da ragazzo con la nonna? Che mi parlasti del famoso cinema Fiamma. Due sale eh, mica roba da poco! Quando ci siamo andati insieme avevano già cambiato il nome: una sala grande di sopra, e l’altra più piccola che proiettava quelli in lingua originale o le chicche d’autore, talmente sfigata che era ricavata tipo dai parcheggi sotterranei. Umida e buia, che puzzava di cantina dismessa, e mancavano solo i prosciutti appesi a stagionare e le bottiglie di lambrusco. La sala dove se sei tappa come me non hai speranza di vedere nada de nada. Oppure se ti trovavi nella poltroncina (mitica!) con davanti il pilastro grosso delle fondamenta ed eri panata, perché sapevi di aver pagato per non vedere una cippa. Se ti andava di lusso avevi il manzo alto tre metri davanti e addio alla visione.
Al Capitol si incappava nel fenomeno simpatico che il proiettato non partisse in sincrono con l’audio. La quale cosa restituiva un simpatico effetto esilarante degno di una telenovela brasileira del Trio.
Ricordi quando mi raccontavi di quando andavi tu al cinema da ragazzo con la nonna? Che mi parlasti del famoso cinema Fiamma. Due sale eh, mica roba da poco! Quando ci siamo andati insieme avevano già cambiato il nome: una sala grande di sopra, e l’altra più piccola che proiettava quelli in lingua originale o le chicche d’autore, talmente sfigata che era ricavata tipo dai parcheggi sotterranei. Umida e buia, che puzzava di cantina dismessa, e mancavano solo i prosciutti appesi a stagionare e le bottiglie di lambrusco. La sala dove se sei tappa come me non hai speranza di vedere nada de nada. Oppure se ti trovavi nella poltroncina (mitica!) con davanti il pilastro grosso delle fondamenta ed eri panata, perché sapevi di aver pagato per non vedere una cippa. Se ti andava di lusso avevi il manzo alto tre metri davanti e addio alla visione.
Nella sala più grande abbiamo visto una
memorabile edizione di Arancia Meccanica. Dove ho dovuto mentire (orrore!)
perché era vietato ai minori di 18 anni ed io ne avevo “solo” 17.Anche lì, il
grande Ludovico Van fu messo alla prova da audio gracchiante.
Un paragrafo a parte bisogna dedicarlo ai sedili: quasi ovunque trucidi al massimo.Puro legno, seduta e schienale per fachiri.Ma anche quelli messi un po’ meglio non ti davano scampo: ricordo un’indimenticabile visione di “Balla coi Lupi” all’Odeon,siamo usciti da li con la sensazione di aver lasciato due terzi delle chiappe sulla seduta.
E nonostante tutto era bello andare al cinema, non c’è un ricordo di un film uguale all’altro. Noi, incalliti della pellicola mai avremmo immaginato il digitale e tutte le baracche tecnologiche allegate l’esperienza del film da vedere, che doveva essere stile survivor game.
Un paragrafo a parte bisogna dedicarlo ai sedili: quasi ovunque trucidi al massimo.Puro legno, seduta e schienale per fachiri.Ma anche quelli messi un po’ meglio non ti davano scampo: ricordo un’indimenticabile visione di “Balla coi Lupi” all’Odeon,siamo usciti da li con la sensazione di aver lasciato due terzi delle chiappe sulla seduta.
E nonostante tutto era bello andare al cinema, non c’è un ricordo di un film uguale all’altro. Noi, incalliti della pellicola mai avremmo immaginato il digitale e tutte le baracche tecnologiche allegate l’esperienza del film da vedere, che doveva essere stile survivor game.
Ma
tutto si trasforma,perchè è nella natura stessa delle cose.
Il nostro amato, quello a due passi da casa tua ora è un supermercato. Neanche tu saresti mai entrato lì, forse per rispetto a quel posto bistrattato ma che ci aveva regalato pellicola ed emozioni.
Che ricordi…altro che prenotazioni via internet. Ricordi quando era all’ingresso che si scopriva se un film “tirava“? Ghostbusters, Il nome della rosa, Full Metal Jacket….. E Senti chi parla, dove abbiamo guardato tutto il film seduti sugli scalini perché il cinema era talmente PIENO da non respirare?
O quando volevamo vedere la Famiglia Addams, ma scoprendo che la coda iniziava già dallo scalone d’ingresso ripiegammo su Shattered alla "cantina" per poi scoprire anni dopo che senza quel inconveniente non avremmo mai scoperto una chicca di thriller impareggiabile?
E il silenzio degli innocenti, dove Ale ha passato cinque minuti ad artigliarmi il braccio convinta che fossi il bracciolo della poltrona, una tensione da tagliare col coltello pure con un audio era indecente?
Il nostro amato, quello a due passi da casa tua ora è un supermercato. Neanche tu saresti mai entrato lì, forse per rispetto a quel posto bistrattato ma che ci aveva regalato pellicola ed emozioni.
Che ricordi…altro che prenotazioni via internet. Ricordi quando era all’ingresso che si scopriva se un film “tirava“? Ghostbusters, Il nome della rosa, Full Metal Jacket….. E Senti chi parla, dove abbiamo guardato tutto il film seduti sugli scalini perché il cinema era talmente PIENO da non respirare?
O quando volevamo vedere la Famiglia Addams, ma scoprendo che la coda iniziava già dallo scalone d’ingresso ripiegammo su Shattered alla "cantina" per poi scoprire anni dopo che senza quel inconveniente non avremmo mai scoperto una chicca di thriller impareggiabile?
E il silenzio degli innocenti, dove Ale ha passato cinque minuti ad artigliarmi il braccio convinta che fossi il bracciolo della poltrona, una tensione da tagliare col coltello pure con un audio era indecente?
I dibattiti che partivano dopo il film, poi: quelli non li ho mai
dimenticati.Tre-Merenghetti-Tre!
Non so, è come se tutto alla fine stia svanendo in una sorta di viale del tramonto, come se le sale siano andate in pensione anticipata e mò facciano gli esodati alla Fornero: sono lì, non puoi ignorarli ma non riescono a soppiantarli perché non sanno bene dove e come collocarli.
Forse solo nei nostri ricordi di cinefili incalliti, che continueranno a snobbare la perfezione del super-dolby-turbo-surround di massa in favore del cinemino sgarrupato.
Grazie Nonno, per avermi regalato un inossidabile amore per il Cinema.
Un abbraccio enorme, ovunque tu sia.
La tua Cris
Non so, è come se tutto alla fine stia svanendo in una sorta di viale del tramonto, come se le sale siano andate in pensione anticipata e mò facciano gli esodati alla Fornero: sono lì, non puoi ignorarli ma non riescono a soppiantarli perché non sanno bene dove e come collocarli.
Forse solo nei nostri ricordi di cinefili incalliti, che continueranno a snobbare la perfezione del super-dolby-turbo-surround di massa in favore del cinemino sgarrupato.
Grazie Nonno, per avermi regalato un inossidabile amore per il Cinema.
Un abbraccio enorme, ovunque tu sia.
La tua Cris
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