venerdì 5 giugno 2015

Ciao Mamma (Ieri era il tuo compleanno)

Questi ultimi giorni l’aria è un po’ tesa perché è da poco passato il compleanno di mia mamma.
Non so perché mi sono ritrovata fra le mani dei documenti relativi alla successione. Carta e basta, per l'appunto: l'eredità che mi ha lasciato in fondo non ha prezzo. E ho sorriso con un po’ di amarezza ricordandomi...
Della morte di mia mamma l’ho saputo per telefono, trascurata in modo vergognoso da chi credevo responsabile nel prendersi cura di lei, ma che era troppo occupato a spartirsi orerie e varie intanto che era in coma lasciandola morire da sola in un letto d’ospedale. Gli stessi che, senza nemmeno un po’ di vergogna dopo la sua morte si son fatti vedere il minimo sindacale, sparendo con l'argenteria di nonna e con tutto quello che è stato possibile arraffare. E' stato un attimo, crollato il castello di balle, mandarli a Fanculandia senza ritorno.
Lo stare lontana da lei mi è pesato tantissimo, e purtroppo non sono potuta arrivare subito lì, causa problemi con la prenotazione del volo, per cui (s)fortunatamente mi sono persa:
a)Padre con Sorella al seguito che per la scelta della bara hanno dato talmente spettacolo che l’addetto delle onoranze funebri alla chiusura del feretro (loro non si sono presentati perché “son cose che fanno impressione”) mi ha detto testualmente “Lei non sembra una loro parente, a giudicare da quello che mi hanno combinato quei due. Lei sembra…è una persona seria. Ma veramente siete parenti?”
b) Padre che condotto in camera mortuaria per l’ultimo saluto ha clamorosamente sbagliato salma, piangendo e recitando la sceneggiata davanti alle spoglie di un altro defunto. Mio cugino G. ha avuto pietà e l’ha portato via prima che venisse fuori un equivoco colossale coi parenti dell’altro deceduto.
Dopo la chiusura della bara gli addetti delle pompe funebri mi informano che la funzione è stata anticipata, per cui dopo mezz’ora dall’inizio, a chiesa praticamente vuota inizia un viavai di gente stupita. A fine funzione poi ci avvisano anche che bisogna fare in fretta, perché il cimitero chiude alle 12.30 ed è per quello che la celebrazione è stata repentinamente anticipata. Carro funebre in testa con le spoglie di mamma, io e G. dietro a seguire. Dopo i primi tre sorpassi sull’asse mediano perdiamo totalmente di vista il carro funebre e nonostante il terrore di una multa colossale per eccesso di velocità quando arriviamo i cancelli del cimitero sono già chiusi, per cui la tumulazione dev’essere spostata al pomeriggio. Sì, ma la bara con mamma? E mica la posso mettere in garage….Ci propongono di tenerla per qualche ora nella cappella del cimitero.Solo che rimane aperta e non mi fido mica. Si discute un po’ e finalmente otteniamo che la tengano fino alle 15.30 all’obitorio per poi ritrovarci più tardi. L’alternativa era caricarla sul pandino e aspettare che riaprissero.E lì mi viene in mente "beh, dai potrebbe andare peggio...potrebbe piovere!" (cit.).In effetti è piovuto: nella fattispecie casini, come se diluviasse.
Alle 15.30 puntualissimi, siamo tutti lì: tutti e tre,io e due cugini. Padre e sorella, non pervenuti. Anzi, proprio dileguati. Piccolo particolare: non c’è la bara, non si sa dove l’hanno portata e nessuno ci sa dire dov’è. Forse hanno anticipato (daje cò sti anticipi!) per cui ci mettiamo in marcia verso la zona del camposanto dove ci sono le ultime sepolture. Per capirci immaginate tre allegri scalatori, mettete loro ai piedi scarpe scomode e tacchi, sul selciato ponete ghiaia e sanpietrini in quantità, aggiungete alla strada una pendenza del 70% e il fatto che in cimitero non è bello dire parolacce e maledire i geometri del Comune. Ecco, mancava solo Zorro poi eravamo al completo. Arrivati in cima scopriamo di non conoscere il tumulo assegnato, quindi dopo aver visionato decine e decine di “Ti piangiamo con dolore” con gigantografia del defunto/a su sfondo della spiaggia di S.Elia e simili (giuro) si riscende di nuovo dal custode (introvabile) per vedere dove è finita la mamma. Quante volte, mesi dopo mi son chiesta come ho fatto a fare quella discesa di corsa senza spaccarmi qualche osso in quella specie di assurdo triathlon funebre.Niente, non si trova…Stiamo per riprendere la ri-salita quando mia cugina nota un gruppo di addetti cimiteriali in quella che sembra una pausa relax, con tanto di caffè e sigaretta accanto alle uscite secondarie. Ci avviciniamo e scopriamo che stavano aspettando noi perché avevano finito prima (ancora 'sta mania dell'anticipo!!), così, spazientiti avevano già caricato il feretro in auto. Naturalmente ci dobbiamo rifare a piedi tutta la mega salita perché il loculo è proprio fra gli ultimi in cima. Almeno c’è una bella vista, mi viene da pensare, dedicandole Dear Mama di  2Pac: tu che amavi tanto la poesia sono certa che hai apprezzato.
Ho raccontato tutto 'sto teatrino a Nadia, che ha riso molto e mi ha detto che devo scrivere quello che mi succede per mandarlo ad un regista bravo. Io le ho risposto che certe cose pure se vere, sembrano troppo surreali.

Mesi dopo ho visto “Grande, Grosso e Verdone” e lì allibita ho avuto l’illuminazione: registi e sceneggiatori (purtroppo) non si inventano nulla: se un film può sembrarti paradossale, certe cose della vita lo sono molto di più.

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